Sono quasi 18.000 i minorenni migranti soli presenti in Italia al 30 settembre 2025. Quasi nove su dieci sono maschi, più della metà ha diciassette anni – ovvero sono ragazzi a un passo dalla maggiore età, con tutto ciò che questo comporta in termini di tutele, diritti e bisogno di stabilità. Eppure, su questa enorme platea, solo 953 si trovano in affido familiare (dato al 31 dicembre 2023).
Questi ragazzi e ragazze arrivano in Italia dopo percorsi spesso segnati da traumi e si ritrovano in un paese straniero senza adulti di riferimento, con una lingua da imparare, un sistema burocratico da navigare e un futuro da costruire quasi da zero. La famiglia affidataria – quando c’è – non è solo un tetto: è un ambiente idoneo allo sviluppo, un punto fermo, un luogo dove sentirsi vivi.
Il quadro normativo esiste già: la Legge 47/2017 promuove esplicitamente l’affidamento familiare come priorità rispetto al collocamento in struttura. Le Linee di indirizzo nazionali 2024 del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali offrono raccomandazioni specifiche per l’affido dei Minori stranieri non accompagnati (MSNA). Il problema non è la legge: è la sua attuazione, frammentata e disomogenea nei diversi territori.
Nasce in questo contesto il progetto “InTessere. Sostenere il diritto alle relazioni familiari dei minorenni migranti”, finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) e con un budget complessivo di oltre 2,4 milioni di euro. Il progetto ha una durata di 30 mesi e opera in 10 regioni e 23 ambiti locali su tutto il territorio italiano. In questi ultimi saranno costituiti i Tavoli territoriali e avviati i percorsi di affido e mentoring.
A guidare il progetto come capofila è il CNCA-Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti, una rete di 260 organizzazioni del terzo settore presenti in 19 regioni. Al suo fianco, 7 partner nazionali con competenze complementari:
- Refugees Welcome Italia Onlus: expertise consolidata in mentoring e advocacy, presente in 12 regioni.
- Fondazione Don Calabria: radicata in 5 regioni, con esperienza nei modelli di animazione territoriale.
- Cooperativa Sociale Crinali: specializzata in clinica transculturale e formazione multidisciplinare.
- Cooperativa sociale CO.GE.S. Don Lorenzo Milani: esperta nella gestione di servizi per richiedenti asilo, rifugiati e minorenni stranieri soli.
- UNIRE: una rete di organizzazioni di migranti, fondamentale per coinvolgere le comunità straniere residenti.
- ANCI Sicilia: partner istituzionale per il raccordo con gli enti locali.
- Comune di Bergamo.
Il partenariato include, inoltre, 21 enti locali, 3 Garanti per l’Infanzia regionali, il Tribunale minorile di Catanzaro e altri soggetti istituzionali.
Come funziona: la struttura operativa
InTessere è organizzato in sette work package (WP) pensati come un sistema integrato, dove ogni fase prepara e alimenta la successiva.
| Work Package | Cosa prevede |
| WP1 – Informazione e sensibilizzazione | Campagna crossmediale (social, video, podcast), sito web di progetto e 10 eventi locali in tutta Italia per avvicinare famiglie e cittadini al tema dell’affido dei MSNA. |
| WP2 – Reti territoriali | Mappatura e animazione di reti locali in 23 territori, con costituzione di almeno 18 Tavoli di lavoro territoriale che si chiuderanno con una Carta di Impegni condivisa. |
| WP3 – Formazione e accompagnamento | Corsi di formazione di base, webinar di approfondimento, archivio video e supervisione delle équipe per operatori e famiglie affidatarie. |
| WP4 – Affidi e mentoring | Avvio di 135 percorsi educativi per affidi familiari e mentoring, con supporto legale, mediazione culturale, coaching e laboratori partecipativi con i ragazzi. |
| WP5 – Ricerca e valutazione impatto | Analisi desk, indagini sul campo, focus group e un rapporto finale di valutazione SROI per misurare il cambiamento generato. |
| WP6 – Advocacy | Stakeholder analysis, piano di advocacy e policy paper per orientare le politiche pubbliche verso prassi uniformi e strutturali. |
| WP7 – Comunicazione e diffusione | Convegno iniziale e convegno finale in presenza (150 partecipanti ciascuno), più una pubblicazione stampata in 1.000 copie. |
La logica è ambiziosa: costruire comunità solidali in cui la responsabilità dell’accoglienza sia condivisa. Tre elementi distinguono il progetto rispetto alle esperienze tradizionali:
- InTessere punta esplicitamente ad attivare organizzazioni di cittadini stranieri e famiglie immigrate come potenziali affidatari o mentor. Si tratta di una risorsa enorme e spesso ignorata: famiglie che conoscono le lingue, le culture e i percorsi migratori dei ragazzi che arrivano.
- Il sostegno a famiglie e mentor anche attraverso la formazione, eventi di prossimità, la territorialità che riconosce il progetto.
- I laboratori partecipativi mettono al centro i minorenni e neomaggiorenni: ragazzi e ragazze che raccontano la loro esperienza, si confrontano tra pari e diventano “testimonial” del progetto.
InTessere non è solo un progetto di servizi. È un tentativo di cambiare la cultura dell’accoglienza: dimostrare che un sistema solido, fondato su reti di famiglie formate e motivate, reti locali coordinate e comunità solidali, può fare la differenza nella vita di migliaia di ragazzi e ragazze. E può farlo in modo replicabile, misurabile, e – perché no – capace di influenzare le politiche pubbliche a livello nazionale.
Al termine dei 30 mesi, il progetto punta a realizzare non solo i 135 percorsi educativi avviati, le 18 carte di impegno territoriali e il policy paper. Punta anche a lasciare qualcosa di più difficile da misurare, ma altrettanto prezioso: comunità che hanno imparato ad accogliere.
Alessia Pesci, CNCA, coordinatrice del progetto InTessere


