Il mentoring è uno dei fili centrali di “InTessere. Sostenere il diritto alle relazioni familiari dei minorenni migranti”, il progetto che sostiene il diritto dei minorenni e neomaggiorenni migranti a crescere in contesti familiari e affettivi sicuri. Accanto all’affido familiare, rappresenta un modo concreto per costruire vicinanza, fiducia e sostegno nella quotidianità.
Fare mentoring significa creare un legame significativo tra una persona adulta e un/una giovane con background migratorio, basato sulla continuità e sulla scelta reciproca. Il mentore non si sostituisce a nessuno e non decide al posto del/della giovane. Non indica una strada già tracciata, ma cammina accanto. Ascolta, incoraggia, aiuta a orientarsi tra scuola, lavoro, servizi e opportunità del territorio. Le scelte restano sempre nelle mani del/della giovane.
Per questo mettiamo al centro l’autonomia e l’agency. Il mentoring non è assistenza, ma accompagnamento verso l’autodeterminazione. Significa sostenere una persona nel riconoscere le proprie risorse, rafforzare l’autostima e trovare la fiducia necessaria per progettare il futuro. Avere accanto un adulto di riferimento può fare la differenza, soprattutto per chi ha vissuto percorsi migratori complessi o esperienze di solitudine.
InTessere promuove percorsi di affido e mentoring coinvolgendo famiglie, cittadini e cittadine e rafforzando le reti territoriali. Ogni esperienza è accompagnata dalle équipe locali, che offrono formazione e supporto costante: nessuno è lasciato solo, né chi viene accompagnato né chi sceglie di mettersi in gioco come mentore.
Valorizzare il mentoring significa credere che una comunità cresce quando sceglie di “fare con” e non “fare per”. Una presenza stabile, uno sguardo che riconosce capacità e potenzialità, possono diventare il punto di partenza per percorsi più sicuri e consapevoli. Una persona accanto non decide il futuro, ma aiuta a costruirlo, passo dopo passo.
Sara Consolato, Refugees Welcome Italia


